Paolo Capua

 

Paolo Capua nacque da Capua Giuseppe e Latella Maria il 24/04/1948 e scomparve prematuramente all’età di ventinove anni il 25/05/1977.

Giovane impegnato nel sociale PAOLO CAPUA fu anche Consigliere del Comune di Motta San Giovanni ricoprendo il ruolo con umiltà ed intelligenza, onorando il mandato conferitogli dai suoi concittadini.

Raffinatissimo ballerino, giovanissimo si accostò allo studio dei costumi e delle tradizioni popolari della comunità che gli diede i natali e della provincia reggina, rielaborando antichi testi musicali con una sensibilità davvero non comune, compose egli stesso diverse canzoni il cui tema dominante è la condizione dell’emigrante, in particolare dei minatori.

Si preoccupò di studiare i suoi padri nella danza, della quale fu fine cesellatore, e di conservarne gesti e movimenti, nonché alcune registrazioni musicali.

Spirito libero e sensibile, giovane carismatico e dalle forti capacità di aggregazione fondò il primo gruppo folklorico della provincia reggina, secondo solo a quello di Cardeto in ordine temporale e dal quale si distinse, da subito, per il suo peculiare connotato culturale, frutto di attenta e rigorosa ricerca. Creò quel gruppo con certosina pazienza, in ciò amorevolmente assecondato dalla madre che ,aiutata da altre concittadine, confezionò tutti i caratteristici costumi necessari ai componenti il gruppo e che furono disegnati dallo stesso PAOLO.

L’avventura artistica cominciò agli inizi degli anni settanta ed i primi eventi-spettacolo furono riservati ai più derelitti negli Ospedali, nell’Ospedale psichiatrico di Reggio. Fu un crescendo di successi, la fama travalicò fuori dal Comune di Motta San Giovanni. Lazzaro fu portato in giro per l’Italia e per il mondo da un nutrito gruppo di fieri giovani rappresentanti del folklore calabrese, ovunque applauditissimi.

I successi ottenuti all’estero ispirarono il giovane CAPUA che, in occasione dei festeggiamenti della patrona del paese natio, in collaborazione con i gruppo “I Peloritani” invitò per la prima volta gruppi esteri dando il via al primo festival internazionale del folklore;

Per le sue doti e grandi capacità culturali e organizzative PAOLO CAPUA fu ben presto chiamato a ricoprire il ruolo di presidente dei gruppi folklorici reggini e a far parte della direzione nazionale dell’organismo del settore, affiliato all’ENAL.

La morte lo colse quando era nel pieno della sua maturità creativa che gli avrebbe riservato certamente successi ben più importanti. Non erano questi però i traguardi cui agognava PAOLO CAPUA: si sentiva felice quando riusciva a dare qualcosa alla gente, quando riusciva a trasmettere i suoi sentimenti di amore, di solidarietà.

Il Centro Sociale di Lazzaro viene intitolato a PAOLO CAPUA il 06/10/2001 a ventiquattro anni dalla SUA scomparsa.

Nel 2004 è stato riconosciuto dalla FITP “Padre del Folklore”.

Zia Maria
Zia Maria
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Zia Maria e Santina Capua, rispettivamente mamma e sorella di Paolo Capua, ricevono il Premio a Isola Capo Rizzuto.

 

Nel suo nome il Gruppo Foklorico “Lazzaro” ha istituito una borsa di studio per i ragazzi delle scuole elementari e medie.